Un paio di giorni fa, cercando una delle mie canzoni preferite dei Radiohead su Youtube, ho incontrato un video con le immagini dark e surrealiste di un incredibile artista americano, David Ho, che a mio parere ricorda decisamente l’arte di Mark Ryden.

Nato nel New Jersey ed in seguito laureatosi in Sociologia presso l’Università di Berkley e in Storia dell’Arte presso la San Jose State University, l’artista rimase in seguito colpito dalla potenza grafica dei computer Apple e ben presto irruppe sulla scena mondiale vincendo innumerevoli concorsi di illustrazione grafica.

Grazie alla sua bravura sta attualmente collaborando con aziende del calibro di Hitachi, Acer ed IBM, oltre a pubblicare i suoi lavori su riviste e quotidiani come “The Source” o “Chicago Tribune”. Ha inoltre illustrato le carte per Magic: “The Gathering”. Uno dei suoi lavori più conosciuti è la serie di “Candice” che narra le vicende del fantasma di una ragazzina che inizialmente prova rancore e invidia verso il mondo dei vivi, ma poi impara a fare i conti con la sua prematura dipartita.

Questo ironico illustratore ci mostra, attraverso dei toni grigi e metallici, la sottile linea che separa il mondo dei sogni idilliaci da quello degli incubi più oscuri. Figure grottesche collocate in scenari oscuri, si contrappongono alla candida innocenza dei tratti infantili appartenenti ad un mondo parallelo.

L’artista sostiene che il suo lavoro, oltre a dargli da mangiare,  gli serve come psicanalisi: egli vede l’arte come mezzo per raggiungere, anche solo per brevi istanti, uno stato di grazia superiore, lo stesso che permette a certe civiltà preziosi balzi in avanti.

Riguardo al suo lavoro David Ho afferma che la tecnologia digitale è “un box dove cadono tutte le inibizioni, lasciando totale spazio all’immaginazione, la follia, le paure e rabbie che ogn’uno si porta dentro”.

 

Per saperne di più visitate il suo sito!

Ecco il video di cui parlavo all’inizio! 🙂