Lui stesso si definiva artista poliedrico, pittore, grafico e disigner, Mario Mariotti svolse una intensa attività, legata indissolubilmente alla sua città, all’interno della sua bottega di Santo Spirito. I suoi popolarissimi giochi con le mani dipinte da animali e personaggi, sono stati protagonisti di molteplici libri ed hanno fatto sognare più di una generazione di bambini in tutto il mondo. Autore magmatico, cui linguaggi visivi spaziavano dal disegno alla grafica, alla pubblicità e l’editoria, la proiezione fotografica, la pittura, la scultura, l’installazione, l’azione pubblica e l’intervento estemporane; Mariotti ha operato sempre ai margini dello specifico artistico e delle istituzioni, come ha sottolineato la critica Lara-Vinca Masini, proponendo la reinterpretazione e l’aggiornamento delle radici culturali di Firenze, cercando i collegamenti possibili fra il suo passato e la sua contemporaneità interpretata attraverso una costante azione immaginativa e produttiva.

Presso il museo Pecci a Parato sarà possibile vedere, fino al 30 aprile, una raccolta di materiale proveniente dall’archivio riordinato dalla figlia dell’artista.